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CAPITOLO 11 - Lontano da chi?

Foto di Cristina Barbieri

Virginia Woolf disse: "Se vuole scrivere romanzi una donna deve avere del denaro e una stanza tutta per sè"


Il mattino seguente Benedetta mi accompagnò a scuola, arrivammo in anticipo perciò restò con me fino a che i cancelli non vennero aperti. Lei mi diede la mano, feci un respiro profondo e aprii la portiera:
“Ci vediamo stasera!”
Annuii senza dire una parola e mi allontanai. Non era passato nemmeno un giorno e già mi mancava da morire. Quel pugno di ricordi che tenevo serrato nella mia mano, se da un lato mi dava sollievo, dall’altro mi metteva malinconia. Il momento prima sorridevo rammentando i nostri giorni insieme e il momento successivo mi facevo trascinare da una spirale senza fine di ricordi quasi assillanti.
Ma per quanto ci pensassi, per quanto sentissi la sua mancanza, la vita va avanti, giusto? Il mondo non si ferma ad aspettare me, assicurandosi che stia bene, vero? Verissimo, perché sono una ragazza come tante, che la pensa come tante e che soffre come tante: rappresento l’ordinario, la pura e semplice realtà. E quindi si corre, si corre per paura di rimanere indietro, si corre per paura di essere sopraffatti da ciò che ci circonda, si corre su una sottile lastra di ghiaccio e quando si tratta di frenare, ecco che la caduta è inevitabile.