| Foto di Cristina Barbieri |
Sergio Bambaren disse: "L'amore è anche imparare a rinunciare all'altro, a saper dire addio senza lasciare che i tuoi sentimenti ostacolino ciò che probabilmente sarà la cosa migliore per coloro che amiamo."
Da quando
avevamo combinato quel guaio disciplinare, la Ferrari non era più la stessa. Ci
trattava con freddo distacco e non accennò più ai suoi discorsi sul rispetto e
stima reciproca: noi le avevamo mancato di rispetto e lei aveva smesso di
stimarci, di credere in noi, come all’inizio. Il suo sarcasmo si fece più
tagliente e le sue reazioni molte volte eccessivamente esagerate:
“Prof, guardi che il cancellino
della lavagna è caduto a terra!”
Non lo avessi mai detto. Giuro
solennemente che questa volta il tono della mia voce non fu sgarbato, né
insolente:
“Certo Matilde che non smetti
un secondo di fare la zitella! Ho per caso chiesto dove fosse il cancellino?
Non mi sembra! Se tu ci tieni tanto a quella specie di straccio impregnato di
gesso: vieni, lo raccogli e intanto che ci sei, pulisci la lavagna!”
Vidi gli altri miei compagni
scoppiare in una risata rumorosa. Io non ci trovavo nulla di divertente. In quel
momento avrei voluto sprofondare almeno dieci metri sotto terra. Non potendolo
fare, mi limitai ad abbassare lo sguardo sul Piacere di D’Annunzio.
Era diventata ufficialmente
insopportabile: anche i miei compagni che inizialmente l’adoravano e la veneravano
come una dea caduta dal cielo, cominciarono a percepire quanto, il suo modo di
porsi, fosse spesso fastidioso e irritante.
Forse aveva la scorza dura e
il cuore tenero, forse era solo un modo per difendersi e cercare di nascondere
le sue debolezze e insicurezze, o forse era davvero così sgradevole e
indisponente, di una cosa però ero certa: all’età di 18 anni non si ha né la
voglia, né l’interesse a trovare una giustificazione per questi comportamenti.
Quindi, quando ci si trova di fronte ad una situazione del genere, il
professore viene immediatamente catalogato come acerrimo nemico.